La tua azienda è davvero protetta da un attacco informatico? Ecco come scegliere la polizza cyber più adatta, evitando errori comuni e coperture inutili.
Se gestisci una piccola o media impresa in Italia, probabilmente pensi che gli attacchi informatici colpiscano solo le grandi aziende. La realtà è molto diversa: secondo i dati del Clusit, oltre il 40% degli attacchi informatici in Italia colpisce le PMI, spesso con conseguenze devastanti. Un ransomware che blocca i sistemi per una settimana, un furto di dati clienti che viola il GDPR, un attacco alla posta elettronica aziendale che devia un bonifico verso un conto fraudolento — sono scenari che vediamo sempre più spesso tra i nostri clienti. Con l'entrata in vigore della Direttiva NIS2, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024, le aziende di settori critici e importanti hanno nuovi obblighi di sicurezza informatica. Anche se la NIS2 non impone esplicitamente una polizza cyber, le sanzioni per inadempienza alle misure di sicurezza rendono la copertura assicurativa una scelta strategica per qualsiasi impresa che tratti dati digitali.
Una polizza cyber non è un prodotto standard: le coperture variano enormemente da una compagnia all'altra e il diavolo si nasconde nei dettagli. Una polizza ben strutturata dovrebbe coprire tre macro-aree: i danni diretti alla tua azienda, i danni a terzi e i servizi di assistenza post-incidente. Ma attenzione alle esclusioni, che sono spesso la parte più importante del contratto. Molte polizze escludono i danni causati da errori umani dei dipendenti (che rappresentano oltre il 70% delle cause di incidenti cyber), i danni da fornitori terzi compromessi (il cosiddetto supply chain attack) o gli eventi di guerra cibernetica. Leggere e comprendere queste esclusioni prima di firmare è fondamentale — ed è esattamente il tipo di lavoro che un broker indipendente come FIM fa per te.
Nella nostra esperienza di broker specializzato in coperture aziendali, vediamo ripetersi sempre gli stessi errori quando le PMI si avvicinano per la prima volta alla polizza cyber. Conoscerli in anticipo ti permette di evitare coperture inadeguate e brutte sorprese al momento del sinistro.
Il costo di una polizza cyber per una PMI italiana dipende da diversi fattori che la compagnia valuta attraverso un questionario dettagliato. Conoscere questi fattori ti aiuta a capire perché il premio varia e come ottimizzarlo. In linea generale, per una PMI con fatturato fino a 2 milioni di euro, il premio annuo di una buona polizza cyber oscilla tra 800 e 3.000 euro — una cifra che va confrontata con il costo potenziale di un singolo incidente (spesso superiore a 50.000 euro). Le aziende che dimostrano buone pratiche di sicurezza informatica — backup regolari, autenticazione a due fattori, formazione del personale, aggiornamenti tempestivi — ottengono premi significativamente più bassi. Richiedere più preventivi attraverso un broker è il modo più efficace per trovare il miglior rapporto copertura-prezzo, perché il broker conosce i questionari delle varie compagnie e ti aiuta a presentare il profilo nel modo più favorevole possibile.
Scegliere la polizza cyber giusta per la tua PMI richiede competenza specifica: non basta confrontare i prezzi, bisogna comprendere le esclusioni, i sublimiti, le clausole di retroattività e le condizioni di incident response di ogni compagnia. In FIM Insurance Broker, con sede a Cisterna di Latina, analizziamo il profilo di rischio della tua azienda e confrontiamo le offerte di oltre 30 compagnie partner per costruire la copertura più adatta alle tue esigenze reali. Non lavoriamo per nessuna compagnia: lavoriamo per te. Se vuoi capire se la tua azienda è adeguatamente protetta dal rischio informatico — o se stai pagando troppo per una copertura inadeguata — contattaci per una consulenza gratuita e senza impegno. Chiamaci al +39 06 96883381, scrivici a info@fimbroker.it o prenota direttamente un appuntamento dal nostro sito.
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