Tutte le risposte alle domande più comuni sulle polizze: famiglie, professionisti, PMI, condomini, sinistri e settori specifici. Se non trovi quello che cerchi, scrivici.
Non per legge, ma di fatto spesso sì: la maggior parte dei mutui richiede almeno una polizza incendio e scoppio sull'immobile come condizione per l'erogazione. La RC capofamiglia, inclusa nella polizza casa, è invece altamente raccomandata: copre danni causati a terzi da te, dai tuoi figli, dai domestici e dagli animali domestici. I costi di un risarcimento senza copertura possono essere devastanti.
Il SSN garantisce le cure essenziali, ma con tempi di attesa spesso lunghi (mesi per una risonanza o una visita specialistica) e senza la possibilità di scegliere il medico. La polizza sanitaria integrativa ti permette di accedere a strutture private, scegliere il chirurgo, ed ottenere rimborsi per visite ed esami. In Italia il 70% delle spese sanitarie annue sono out-of-pocket: una polizza salute spesso si ripaga in pochi anni.
Una polizza temporanea caso morte (TCM) per un 35enne non fumatore in buona salute parte da circa 100-150€/anno per un capitale assicurato di 100.000€. Serve soprattutto se hai persone economicamente dipendenti da te (figli, coniuge non lavorante), un mutuo in corso, o debiti che ricadrebbero sui tuoi familiari. È uno dei prodotti con il miglior rapporto protezione/costo del mercato assicurativo.
Una polizza casa standard copre: incendio e scoppio, furto e rapina in abitazione, allagamento da impianti interni, danni da eventi atmosferici (grandine, vento), RC capofamiglia. Non copre solitamente: danni da alluvione o terremoto (richiedono copertura catastrofale separata), usura normale, danni dolosi. Le polizze più complete includono anche guasti agli impianti, rottura lastre e assistenza domiciliare urgente.
La LTC eroga una rendita mensile (es. 1.000-2.000€/mese) se il titolare diventa non autosufficiente, ovvero non riesce autonomamente a svolgere almeno 3 delle 6 attività quotidiane di base (lavarsi, vestirsi, mangiare, spostarsi, continuenza, andare in bagno). I costi di una badante o di una RSA in Italia partono da 1.500-2.500€/mese. Stipulare la LTC prima dei 55-60 anni garantisce premi contenuti e una copertura duratura.
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Per molte categorie sì: avvocati (L. 247/2012), ingegneri e architetti (D.P.R. 137/2012), medici e sanitari (L. 24/2017), commercialisti (D.Lgs. 139/2005). Anche per i liberi professionisti non soggetti a obbligo di legge, la RC professionale è fortemente raccomandata: una singola contestazione non coperta può azzzerare anni di lavoro.
Il cliente subisce un danno economico per colpa tua (es. un avvocato perde un'udienza per dimenticanza, un commercialista sbaglia una dichiarazione IVA). Il cliente ti chiede un risarcimento. La RC professionale copre: le spese legali per difenderti, l'eventuale risarcimento al cliente fino al massimale della polizza, e il costo peritale per valutare il danno.
Il premio dipende da: categoria professionale, volume d'affari/fatturato annuo, massimale richiesto (in genere da 500.000€ a 3M€), storico sinistri, e eventuali attività specifiche ad alto rischio. FIM confronta le offerte delle principali compagnie per trovare il miglior rapporto qualità/prezzo per la tua situazione specifica.
Sì, per studi associati, STP o studi con dipendenti/collaboratori è possibile stipulare una polizza di studio che copra tutti i professionisti. In genere è più economica rispetto a più polizze individuali e semplifica la gestione. Verifichiamo insieme la struttura più adatta al tuo studio.
Le RC professionali possono avere clausola 'claims made' (copertura per richieste ricevute durante la validità della polizza) o 'loss occurrence' (copertura per danni avvenuti durante la validità). La scelta influisce significativamente sulla continuità della protezione: ti spieghiamo la differenza e quale conviene nel tuo caso.
Confrontiamo le offerte delle principali compagnie e ti diciamo se sei davvero coperto.
Per i datori di lavoro con dipendenti, la principale assicurazione obbligatoria è quella INAIL (Infortuni sul Lavoro), gestita direttamente dall'ente. A questa si aggiunge la RC auto per i veicoli aziendali (obbligatoria per legge). Per alcune attività specifiche (es. impianti termici, ascensori, gru) ci sono ulteriori obblighi. Molte altre coperture (RC impresa, incendio, ecc.) non sono obbligatorie per legge ma sono prassi comune e spesso richieste da clienti/appaltanti.
L'INAIL copre solo gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, ma con limiti importanti: la rendita INAIL per invalidità permanente è calcolata sulla retribuzione dichiarata (spesso bassa per molti artigiani), non copre le prime 3 giorni di inabilità temporanea, e non copre le spese mediche eccedenti il Servizio Sanitario. La polizza integrativa colma questi gap: indennità giornaliera sin dal primo giorno, rimborso spese mediche private, e capitali aggiuntivi per invalidità grave.
La RC impresa copre i danni causati a terzi (clienti, fornitori, passanti) connessi allo svolgimento dell'attività: un cliente scivolato nel tuo negozio, un prodotto venduto che si rivela difettoso, danni causati da tuoi dipendenti durante il lavoro. Il costo dipende dal settore di attività, dal fatturato e dal massimale scelto. Per una piccola attività commerciale o artigianale si parte da circa 300€/anno.
La polizza all-risk (o multirischio) per attività copre la struttura fisica (muri, tetto, impianti fissi), le attrezzature e i macchinari, le merci e le scorte, e spesso include anche la copertura per interruzione di esercizio. Si tratta di una copertura 'a tutto rischio' che indennizza tutti i danni salvo quelli espressamente esclusi, a differenza delle polizze 'a rischi nominati' che coprono solo i rischi espressamente elencati.
Non necessariamente tutto insieme. La priorità dipende dalla tua attività. Per un artigiano con un dipendente, il minimo consigliato è: RC impresa (per i danni a terzi) + infortuni integrativa per il dipendente + polizza incendio sul locale e le attrezzature. Insieme, per molte categorie, si parte da circa 800-1.000€/anno. Ti aiutiamo a capire cosa è davvero indispensabile per la tua situazione specifica.
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Non esiste un obbligo di legge generalizzato, ma la polizza incendio fabbricato è quasi sempre prevista dal regolamento condominiale e richiesta dalle banche per i mutui sulle singole unità. In pratica, un condominio senza copertura assicurativa è esposto a rischi enormi: in caso di incendio o crollo strutturale, tutti i condomini risponderebbero in proporzione alle quote millesimali, potenzialmente con il proprio patrimonio personale.
Sì. La Legge 220/2012 (riforma del condominio) prevede che l'amministratore sia tenuto ad avere una polizza di RC professionale, a pena di revoca dall'incarico. La polizza deve coprire i danni cagionati nell'esercizio del mandato, con massimale adeguato. Molti amministratori hanno polizze insufficienti o con clausole limitative: è importante verificare i massimali e le esclusioni.
Le polizze condominiali (globale fabbricato, RC ascensore, ecc.) sono spese ordinarie di gestione condominiale: si ripartiscono tra i condomini in base alle quote millesimali della tabella generale. La RC Amministratore, invece, viene pagata o dal condominio come spesa di gestione (più comune) oppure direttamente dall'amministratore come costo professionale.
La globale fabbricato copre le parti comuni (scale, tetto, muri perimetrali, impianti centralizzati) e spesso anche i danni derivanti dalle parti comuni alle proprietà individuali (es. infiltrazioni dal tetto). Non copre i beni personali nelle singole unità abitative né i danni interni causati da eventi all'interno dell'appartamento stesso — per questo ogni condomino dovrebbe avere la propria polizza casa individuale.
In caso di sinistro, l'amministratore segnala il danno a FIM tramite email o telefono. FIM attiva la compagnia, coordina il sopralluogo del perito e segue l'istruttoria fino alla liquidazione. Il condominio non deve gestire direttamente la trattativa con la compagnia: ci pensiamo noi. Per i sinistri urgenti (es. allagamento, crollo) è disponibile un numero di assistenza H24.
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Generalmente no. Le polizze casa classiche coprono incendio e furto, ma gli eventi atmosferici (alluvione, esondazione, frana) sono spesso esclusi o richiedono un'estensione specifica. Molti italiani lo scoprono solo al momento del sinistro, quando è troppo tardi. Verifica la tua polizza attuale: FIM può fare un'analisi gratuita.
Sì. La Legge di Bilancio 2024 (L. 213/2023, art. 1 comma 101-111) ha introdotto l'obbligo per tutte le imprese con sede in Italia, iscritte al Registro delle Imprese, di stipulare entro il 31 marzo 2025 una polizza che copra terremoto, alluvione, frana, inondazione ed esondazione sui propri immobili, terreni, impianti e macchinari iscritti in bilancio. Le aziende senza copertura rischiano sanzioni e potrebbero essere escluse da aiuti pubblici post-catastrofe. Contattaci subito se non sei ancora in regola.
Le coperture catastrofali tipicamente includono: terremoto/sisma, alluvione ed esondazione (tracimazione di fiumi e corsi d'acqua), frana e smottamento, maremoto, eruzione vulcanica, e sinkholes (voragini). La grandine viene solitamente trattata come 'evento atmosferico' e spesso ha una copertura separata. Ogni polizza ha la propria definizione: ti aiutiamo a capire esattamente cosa copre la tua.
Il risarcimento dipende da: (1) il valore assicurato (deve corrispondere al valore reale di ricostruzione — occhio alla sottoassicurazione), (2) la franchigia (una parte del danno a carico dell'assicurato, solitamente 2-10%), (3) il massimale della polizza. In caso di sinistro, la compagnia invia un perito per valutare i danni. FIM segue i propri clienti durante tutto il processo liquidativo.
Sì, anche se alcune zone ad alto rischio possono avere premi più elevati o alcune compagnie possono non assicurarle. La buona notizia è che con la nuova legge sulle catastrofi naturali per le imprese, il governo sta lavorando a un sistema di pool assicurativo che garantisca la copertura anche nelle zone più esposte. FIM conosce le compagnie disponibili ad assicurare ogni tipo di zona.
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La Business Interruption (BI) è la copertura che indennizza il mancato margine di contribuzione e i costi fissi che l'azienda continua a sostenere durante il periodo di fermo produzione causato da un sinistro indennizzabile (incendio, allagamento, danno macchinario, ecc.). Senza BI, anche un'impresa con polizza Property completa rischia di non riprendersi: quando il capannone o le macchine vengono ripristinati, i clienti potrebbero aver già spostato gli ordini su altri fornitori. La BI è la copertura che statisticamente fa la differenza tra le aziende che riaprono dopo un sinistro grave e quelle che chiudono definitivamente.
La maggior parte delle polizze RC Prodotto italiane esclude espressamente USA, Canada e talvolta UK perché in questi paesi vige un sistema di responsabilità (strict liability, punitive damages, class action) che genera richieste danni di ordini di grandezza superiori a quelli italiani ed europei. Per esportare in sicurezza serve un'estensione territoriale specifica con limiti dedicati e a volte una polizza separata. FIM lavora con compagnie internazionali (AIG, Zurich, Allianz Global Corporate) specializzate nella copertura export USA/UK.
Sì. La L. 213/2023 (Legge di Bilancio 2024), art. 1 comma 101, ha introdotto per tutte le imprese iscritte al Registro Imprese — dalle ditte individuali alle grandi società — l'obbligo di stipulare entro il 31/03/2025 (poi prorogato) una copertura assicurativa contro i danni causati da terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni su immobili, terreni, impianti e attrezzature. La mancata adesione comporta sanzioni e l'esclusione da contributi e agevolazioni statali. Per le micro e piccole imprese sono previste tempistiche e modalità adattate.
I massimali Property si determinano sui valori a nuovo dei beni assicurati: capannone (costo di ricostruzione a regola d'arte, non valore di mercato), macchinari (valore a nuovo non ammortizzato), scorte (valore di acquisto medio nei 12 mesi). Per la Business Interruption il massimale si calcola sul margine di contribuzione (fatturato meno costi variabili) per il periodo massimo di indennizzo (tipicamente 12-18-24 mesi). Una sotto-assicurazione attiva la "regola proporzionale": il sinistro viene indennizzato in proporzione al rapporto tra valore assicurato e valore reale.
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La CAR (Contractors All Risk) non è obbligatoria per legge in senso stretto, ma è quasi sempre richiesta dai capitolati di gara — sia in appalti pubblici (in base al D.Lgs. 36/2023) che privati. Per opere finanziate o vendute al consumatore finale è inoltre prassi consolidata richiederla. Senza CAR, l'impresa risponde con il proprio patrimonio dei danni in cantiere.
Il premio dipende dal valore dell'opera, dalla durata dei lavori, dalla tipologia (nuova costruzione, ristrutturazione, demolizione) e dalla presenza di rischi particolari (cantieri in centri storici, vicino a opere preesistenti, scavi profondi). Indicativamente, per un cantiere residenziale di media complessità, il premio CAR oscilla tra lo 0,3% e l'1% del valore dell'opera. Confrontiamo offerte di compagnie specializzate (Generali, AXA, HDI, ITAS) per ottimizzare il rapporto copertura/prezzo.
Sì. FIM lavora con compagnie e intermediari fideiussori specializzati che valutano le pratiche con criteri diversi rispetto agli istituti bancari. Spesso accettano imprese edili di piccole e medie dimensioni che faticano a ottenere fidi bancari, basandosi su bilanci, casellario imprese e regolarità contributiva. Tempi di rilascio: tipicamente 48-72 ore per cauzioni standard.
La decennale postuma del D.M. 154/2016 è obbligatoria per gli immobili di nuova costruzione venduti al consumatore. Per le ristrutturazioni rilevanti esistono polizze postume specifiche (2, 5 o 10 anni) che coprono vizi e difetti dell'opera secondo l'art. 1669 del Codice Civile. Per interventi del Superbonus 110%, alcune coperture postume sono richieste anche dal protocollo di asseverazione.
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Sì. La L. 24/2017 (Gelli-Bianco) ha reso obbligatoria la copertura assicurativa per tutti gli esercenti professioni sanitarie, sia nell'attività libero-professionale sia in quella in regime di dipendenza (con polizza per colpa grave). L'obbligo è ribadito dal D.M. 232/2023 che ha definito i requisiti minimi delle polizze (massimali, retroattività, ultrattività). Esercitare senza copertura espone a sanzioni disciplinari, rischio penale per l'esercizio dell'attività e responsabilità patrimoniale illimitata.
La RC libero-professionale copre l'attività privata del medico (studio, intramoenia, consulenze) e risponde direttamente al paziente per qualsiasi grado di colpa. La Colpa Grave per dipendenti SSN o strutture private convenzionate copre invece la rivalsa che la struttura può esercitare sul medico in caso di colpa grave: la struttura risarcisce il paziente, poi può chiedere al medico fino a 3 volte la retribuzione lorda annua. Sono due polizze distinte e spesso necessarie entrambe per chi svolge attività mista.
Il D.M. 232/2023 ha fissato massimali minimi diversi per specialità: 1M€ per professioni a basso rischio (es. nutrizionista), fino a 4-5M€ per chirurgie ad alta complessità (ortopedia, chirurgia generale, ginecologia ostetricia). FIM analizza la tua specialità, il volume di prestazioni e la storia sinistri per consigliare il massimale adeguato — ricordando che in caso di danno grave a un paziente giovane le richieste possono superare i 2-3M€.
Per uno studio odontoiatrico tipo il pacchetto consigliato è: RC professionale del titolare (e degli altri odontoiatri/igienisti), RC del datore di lavoro per i dipendenti, polizza incendio/furto su locali e riuniti (riuniti, OPT, scanner intraorali sono spesso il bene di valore principale), cyber sanitario per gestione cartelle e fatturazione elettronica, infortuni integrativa per i dipendenti. Il pacchetto base completo per uno studio standard si colloca tipicamente tra 1.500€ e 3.000€/anno.
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I premi delle polizze welfare collettive (salute, infortuni, LTC) sottoscritte dall'azienda a favore della generalità o di categorie omogenee di dipendenti sono integralmente deducibili dal reddito d'impresa ai sensi dell'art. 100 TUIR (entro il limite del 5 per mille dell'ammontare delle spese per prestazioni di lavoro dipendente) o dell'art. 95 TUIR senza limiti se previste da contratto, accordo o regolamento aziendale. Si deducono anche ai fini IRAP. Per la TCM e la previdenza complementare valgono limiti specifici per dipendente. Verifica sempre con il commercialista la modalità più adatta alla tua azienda.
No, se la polizza è strutturata correttamente. L'art. 51 comma 2 TUIR esclude dalla formazione del reddito di lavoro dipendente i contributi versati dal datore a enti o casse aventi finalità assistenziale (lett. a), nonché le erogazioni in natura per finalità di assistenza sociale, educazione, istruzione, ricreazione (lett. f, f-bis, f-ter), purché offerte alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee. La polizza salute, infortuni e LTC rientrano in questo perimetro. Differente trattamento per i fringe benefit (es. auto aziendale): per il 2024-2025 la soglia di esenzione fringe benefit è elevata a 1.000€ (2.000€ con figli a carico).
L'agevolazione fiscale richiede che il welfare sia offerto alla "generalità dei dipendenti" o a "categorie omogenee" (es. tutti i quadri, tutti gli operai, tutti gli impiegati di una sede). Non puoi offrire il benefit solo a singoli dipendenti scelti, pena la riqualificazione fiscale come retribuzione tassata. Puoi però differenziare le categorie (es. salute base per tutti, salute premium solo per i quadri) purché il criterio sia oggettivo e non discrezionale.
Puoi introdurre il welfare in tre modi: (1) per obbligo del CCNL applicato (alcuni contratti — metalmeccanici industria, terziario, edili — prevedono già coperture welfare obbligatorie), (2) tramite accordo aziendale o territoriale firmato con i sindacati (con vantaggi fiscali aggiuntivi su premi di risultato convertiti in welfare ex L. 208/2015 commi 182-190), (3) tramite regolamento aziendale unilaterale. Le ultime due modalità danno massima flessibilità. Per piani strutturati e premi di produttività convertibili, l'accordo sindacale è la via più solida.
Per una PMI con 15 dipendenti, un pacchetto welfare base con polizza salute collettiva (rimborso visite ed esami in network) e infortuni extra-professionali si colloca tipicamente tra 350€ e 600€ per dipendente all'anno, quindi 5.250-9.000€ totali. Considerando la deducibilità IRES + IRAP (27,9%), il costo netto reale per l'azienda scende a 3.785-6.490€. Il calcolatore in pagina ti dà una stima personalizzata. Ricorda che lo stesso valore in stipendio costerebbe all'azienda quasi il doppio.
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I tempi variano in base al tipo di polizza, ma in generale è bene denunciare entro 3 giorni dall'evento. Per la RC Auto il termine è di 3 giorni dall'incidente. Contattaci subito: ti diciamo esattamente cosa fare.
In caso di diniego o liquidazione parziale ingiusta, FIM può richiedere perizie di parte, attivare la procedura di mediazione assicurativa o supportarti nel ricorso all'IVASS. Non sei solo.
No. La gestione del sinistro è inclusa nel servizio di brokeraggio per tutti i clienti FIM. È uno dei principali vantaggi di avere un broker al tuo fianco rispetto ad acquistare direttamente da una compagnia.
Possiamo affiancarti anche in questo caso. Contattaci per una consulenza: valuteremo insieme la situazione e ti indicheremo il percorso migliore.
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Il costo medio annuo per una PMI con 5–20 dipendenti varia tra €2.800 e €12.000 a seconda del settore e delle coperture scelte. Le imprese manifatturiere e costruzioni pagano di più (rischio fisico elevato), mentre il terziario tende a spendere meno per i rischi materiali ma di più per RC e cyber.
Sì. Il D.L. 18/2023 convertito con L. 17/2024 ha introdotto l'obbligo di assicurazione contro le calamità naturali (alluvioni, terremoti, frane, inondazioni) per tutte le imprese con sede legale in Italia a partire dal 1° aprile 2025. Le imprese non in regola rischiano sanzioni e l'esclusione da contributi pubblici.
La RC Impresa copre i danni causati a terzi nell'esercizio dell'attività. Il costo dipende dal fatturato, numero di dipendenti e settore: per una PMI con fatturato fino a €500K si parte da €600–1.200/anno per la sola RC. Molte imprese la integrano con polizze All-Risk per una copertura completa.
Con l'entrata in vigore del Regolamento NIS2 (ottobre 2024), migliaia di PMI italiane rientrano nell'ambito di applicazione. Anche senza obbligo diretto, il costo medio di un attacco ransomware per una PMI italiana è di €85.000 tra fermo operativo, recupero dati e danni reputazionali. Una polizza cyber entry-level parte da €800–1.500/anno.
I fattori principali sono: settore di attività (codice ATECO), fatturato annuo, numero di dipendenti, presenza di impianti/macchinari, storico sinistri, e coperture richieste. Un broker indipendente come FIM può confrontare le offerte di 30+ compagnie per trovare il miglior rapporto qualità-prezzo.
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