La maggior parte degli infortuni capita fuori dal lavoro, dove l'INAIL non arriva. Vediamo come funziona una polizza infortuni individuale, quali garanzie contano e quali clausole leggere prima di firmare.
Chi è dipendente pensa di essere tutelato perché c'è l'INAIL. Ma la tutela dell'INAIL riguarda l'infortunio sul lavoro e quello in itinere: la scala di casa, la partita di calcetto, la caduta dalla bici la domenica restano fuori. Un libero professionista o un artigiano senza copertura obbligatoria parte ancora più scoperto, perché a fermarsi non è solo il corpo ma anche il fatturato. La polizza infortuni individuale nasce per questo spazio vuoto, e vale la pena capirla prima di averne bisogno.
Un contratto infortuni serio si regge su tre voci, e il resto è contorno. Il capitale caso morte, l'indennizzo per invalidità permanente e la diaria per inabilità temporanea o per ricovero. Il peso che dai a ciascuna dipende da chi sei: un genitore con mutuo e figli piccoli guarda il caso morte, un artigiano di cinquant'anni guarda l'invalidità permanente, chi ha una partita IVA senza sostituti guarda la diaria.
È il punto dove due polizze apparentemente simili si comportano in modo opposto. Quasi tutti i contratti prevedono una franchigia: sotto una certa percentuale di invalidità non si liquida nulla, sopra si liquida in misura piena o solo per la parte eccedente. Chi ha presente il mondo INAIL ritrova una logica a soglie anche lì: l'art. 13 del D.Lgs. 38/2000 indennizza il danno biologico dal 6% in su, in capitale fino a sotto il 16% e in rendita dal 16%, mentre sotto il 6% non c'è indennizzo. Nel contratto privato, però, la soglia e il meccanismo di calcolo li scrive la compagnia: vanno letti nelle condizioni, non dati per scontati.
Le contestazioni nascono quasi sempre su due fronti: cosa è considerato infortunio e quali attività sono escluse. Sport praticati a livello agonistico, uso di mezzi a due ruote di grossa cilindrata, volo da diporto, immersioni oltre una certa profondità sono spesso fuori salvo patto contrario. Conta anche la definizione di infortunio: eventi come l'infarto, l'ernia o il colpo di sole rientrano solo se il contratto li richiama espressamente. E poi la dichiarazione sullo stato di salute e sulla professione al momento della stipula: un'attività dichiarata in modo impreciso può diventare un problema proprio quando serve.
La versione familiare estende le garanzie al coniuge o convivente e ai figli, di solito con un capitale per ciascuno e una gestione unica di scadenze e premio. Ha senso quando in casa ci sono più persone con esposizioni diverse: chi lavora, chi studia, chi fa sport. Il premio dipende dai capitali scelti, dall'età degli assicurati, dalla professione svolta e dalle garanzie attivate, non da una tariffa unica. Verifica sempre se la copertura vale ventiquattr'ore su ventiquattro o solo nel tempo libero: cambia completamente il perimetro.
Noi di FIM Insurance Broker, a Cisterna di Latina, iscritti al RUI sez. B n. B000405449, lavoriamo partendo da quello che hai già: coperture aziendali, INAIL, eventuali infortuni inclusi in altre polizze. Da lì si capisce quanto capitale serve davvero e quali garanzie stai pagando due volte. Portaci i contratti in essere, anche vecchi: leggere le condizioni insieme è il modo più rapido per vedere dove sei scoperto. Fissa un appuntamento e ne discutiamo senza impegno.
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